
Bill Haas (foto PGAtour.com) consegna una ottima carta da 330 a suggellare una cinque giornate di straordinaria intensità e di buon gioco. Con parziali di 68 66 66 66 64 si dimostra il più forte e vince a sorpresa il 51° Bob Hope Classic, primo torneo personale dell’US Pga Tour.
Il torneo si è giocato appunto sulle 90 buche e il 28enne originario della North Carolina (Charlotte), ha messo in fila la concorrenza dopo una strenuante lotta risolta proprio alla 17 e 18 finali con due birdie sui connazionali Matt Kuchar e Bubba Watson e il sudafricano Tim Clark.
“Gioca la palla dove si trova”, ecco una delle regole fondamentali del golf. Ma non sempre è possibile, anche perché possono capitare delle circostanze davvero imprevedibili e i giudici di gara sono chiamati a decidere. Ad esempio: “Se la pallina da golf finisce tra le gambe di una ragazza?”.
Sean O’Hair vince in rimonta su Tiger Woods il Quail Hollow Championship 2009 vendicando la beffarda conclusione dell’
href="http://www.tshot.it/articolo/tiger-woods-trionfa-nell-arnold-palmer-invitational/1431/">Arnold Palmer di un mese fa dove le parti erano invertite e lui ci rimase di… sasso.
Camilo Villegas è partito fortissimo, poi ha rallentato nel secondo giro del Buick Invitational 2009, prestigioso torneo del PGA Tour americano. Secondo posto per Rollins che ha fatto il percorso inverso portandosi a un punto.

Seconda giornata dell’US Open 2007 e disastro quasi totale con pochi giocatori che si salvano da prestazioni devastanti: Angel Cabrera si dimostra il più regolare e guida con il percorso netto merito del -1 dell’altro ieri e del +1 di ieri. Paul Casey show: 66 e miglior score del torneo fino a ora.