Imprevedibile, folle, entusiasmante: si possono trovare tanti aggettivi per descrivere il finale dell’Augusta Masters 2011 che ha visto una serie di ribaltoni imprevedibili, crolli drammatici come quello del povero Rory McIlroy, ritorni come quello, finalmente, di Tiger Woods e finali furiosi come quelli di Charl Schwartzel che consegna una carta di 66 colpi impreziosita da 4 birdie di fila nelle ultime buche per andare a trionfare sull’altro rimontante Adam Scott e sull’ottimo Jason Day. Bella prova finale di Edoardo Molinari che, mai inquadrato, risale fino all’11esima posizione dimostrando che in questo momento vale questa posizione “proiettata” nel ranking mondiale.
Partiamo con Rory McIlroy: al tee shot della 1 aveva 4 colpi di vantaggio da amministrare e un parziale di -12. Alla 18 ha consegnato una delle carte peggiori di tutti i giocatori di tutto il torneo a 80 per un -5 finale. Troppa pressione per il 21enne nordirlandese, che è letteralmente crollato, ma avrà tempo di rifarsi.
Tiger Woods è stato per qualche tempo in testa alla leaderboard e tutti ne eravamo contenti: ha perso questo Augusta Masters con una serie incredibile di putt sbagliati, ma se continua così può davvero ritornare grande. Il pubblico lo ama spassionatamente.
Charl Schwartzel ha realizzato il giro perfetto con un solo bogey, un eagle e ben cinque birdie, quanto bastano per superare l’altra sorpresa Adam Scott e il lodevole Jason Day di due colpi. Tiger Woods è quarto a -10 con Luke Donald e Geoff Ogilvy. Peccato per Angel Cabrera, -9 per lui, che rovina tutto con le seconde nove buche macchiate da due bogey.
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