Club e Federazione furiosi: rescissione più maxi squalifica

Giornata da incubo per il calciatore che, oltre ad essere stato squalificato, è stato anche cacciato dal proprio club.

L’ennesimo colpo di scena si è consumato sui campi di calcio, questa volta è arrivata una maxi squalifica nei confronti del giocatore che sarà dunque costretto a starsene fuori dal campo per diverso tempo. Sebbene in quest’ultimo periodo se ne siano viste di tutti colori, una notizia del genere non era ancora mai arrivata.

Maxi squalifica e rescissione
Addio contratto, cacciato dopo la squalifica (LaPresse) – Tshot.it

Invece è successo anche questo e i tifosi da ore non parlano d’altro. Niente rissa o scazzottata per lo sfortunato protagonista che ha pagato a caro prezzo la colpa di aver segnato un pesante goal. Pesante non tanto per il risultato quanto per l’esultanza scelta dal giocatore. Altro che libertà di espressione, di questo ci saranno una serie di esultanze predefinite e oltre quelle non si potrà andare.

Un po’ come succede nei videogiochi più giocati dedicati al calcio. Ma qui non si tratta di un esperienza videoludica ma di vita vera e quello che è successo al calciatore ha dell’incredibile: il gesto gli è valso 6 mesi di squalifica e non solo. Si temono pesanti ripercussioni nei suoi confronti.

L’esultanza costa cara: stop di 6 mesi e addio al club

Prezzo da pagare esagerato per l’attaccante congolese Heritier Luvumbu, calciatore del Rayon Sports che qualche giorno fa ha realizzato un bel goal su punizione ai rivali del Police FC. Marcatura che lo ha portato ad esultare in una maniera giudicata non solo polemica ma anche inadeguata. La cronaca locale parla di bocca coperta e di dita alle tempie per il calciatore che avrebbe scelto questo gesto come denuncia di quello che sta succedendo nel suo Paese.

Maxi squalifica Luvumbu
Heritier Luvumbu squalificato, tutta colpa dell’esultanza (Instagram) – Tshot.it

Ci sono seri problemi in Congo che dall’ormai lontano 2004 è costretto a fare i conti con la guerra civile tra esercito e ribelli. Brutto gesto secondo la federazione del Ruanda, Paese in cui gioca Luvumbu, che ha così pensato di applicare una maxi squalifica: il calciatore non potrà tornare a giocare prima di sei mesi a partire dall’accaduto.

Ma questo non è tutto perché anche il suo stesso club di appartenenza ha deciso di prendere le distanze di rescindergli automaticamente il contratto. Insomma, Luvumbu dovrà sfruttare questo periodo di stop anche per trovare una nuova sistemazione. La cosa certa è che l’attaccante non rimpiange quello che ha fatto, l’obiettivo era sensibilizzare riguardo la guerra e, almeno in parte, ci è riuscito.

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