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Hanno nascosto tre casi di doping: truffati prima delle Olimpiadi

Le Olimpiadi di Parigi hanno vissuto diverse polemiche e ora ci mancava solo l’argomento doping proprio prima della chiusura: scatta la polemica.

I Giochi nella capitale francese sono partiti con le discussioni riguardo la cerimonia inaugurale e si stanno concludendo con un codazzo di polemiche legate a tre possibili casi di doping negli Stati Uniti, nascosti proprio prima del via della manifestazione a Cinque Cerchi.

Clamoroso caso di doping (TShot.it)

Le Olimpiadi di Parigi di certo non passeranno alla storia come le più tranquille dal punto di vista mediatico. Dalla cerimonia inaugurale in poi ci sono casi spinosi di discussione. Prima le manifestazioni per qualcuno di poco gusto nello show del primo giorno, poi i casi nella boxe femminile, fino ad arrivare alla situazione delle acque della Senna per le gare di nuoto di fondo.

Fino ad ora, però, non si era parlato molto di doping in questi Giochi (solo due atleti denunciati dal TAS). In realtà dei casi ci sono stati, ma prima dell’inizio della manifestazione a Cinque Cerchi e riguarderebbero gli Usa. La polemica è scattata proprio tra l’Agenzia mondiale antidoping (WADA) e l’Agenzia antidoping degli Stati Uniti (USADA).

Quest’ultima sarebbe rea di aver insabbiato diversi casi positivi e ha consentito a questi atleti di competere in vari eventi, comprese le qualificazioni per i Giochi. la WADA ha ribadito che i casi scoperti dalla sua corrispettiva americana non sono stati comunicati a dovere prima dell’inizio delle Olimpiadi.

La WADA accusa pesantemente gli Stati Uniti: il comportamento dell’USADA non è stato corretto

Il testo, pubblicato sul sito della WADA, spiega che la stessa Agenzia mondiale non era a conoscenza di questi casi e che, dal momento in cui li ha scoperti, non ha esitato ad agire.

Scoppia la bufera attorno alla WADA (TShot – ANSA)

Si legge nella nota: “La WADA è a conoscenza di almeno tre casi in cui agli atleti che avevano commesso gravi violazioni delle norme antidoping è stato permesso di continuare a gareggiare per anni”. Tutto questo senza nessuna informazione ufficiale all’organismo internazionale. Inoltre si specifica come: “Uno dei casi riguardava un atleta d’élite che ha gareggiato in gare di qualificazione olimpica e internazionale negli Stati Uniti”.

Tutto questo ha portato anche ad uno sfogo nei confronti dell’USADA, accusata di “protestare per il comportamento di altre organizzazioni antidoping“. Insomma una polemica che è destinata a durare ancora a lungo e che non vedrà la propria conclusione con il sipario calato sulla manifestazione parigina.

Angelo Papi

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