Quel che si è visto l’anno scorso al British Open, sul prestigioso percorso del Royal Liverpool, ma anche in genere in giro per il mondo potrebbe diventare presto una realtà omogenea: i verdissimi campi da golf diventeranno un po’ sbiaditi
Gli inglesi quindi non si fanno scrupoli e anzi giustamente limitano l’uso di acqua che sta diventando una risorsa sempre più preziosa. Di conseguenza, meno irrigate, le superfici erbose tendono a diventare meno verdi e più tendenti al giallino. Certo poco estetico, ma rispettoso della natura. Franco Chimenti, presidente della Federazione Golf Italia dice:
“Per il grande amore e il grande rispetto che il mondo del golf ha per la natura ritengo doveroso da parte mia evidenziare la situazione […] ed applicare gli accorgimenti più opportuni per ridurre il consumo idrico”.
Un’altra soluzione è quella di usare la gramigna, brutto nome ma grande efficenza 😉 tagliata bassa fa la sua bella figura, consuma poca acqua e non fa neppure tropo la schizzinosa infatti ama anche con acqua di scarsa qualità o di recupero. Tradotto: acqua potabile dove serve veramente.
Questo articolo esplora la strategia nel golf, sottolineando l'importanza di leggere il campo, gestire il…
Il DP World Tour arriva a Stellenbosch, con tre golfisti italiani in gara e l'attenzione…
Questo articolo offre una guida passo-passo per costruire uno swing di golf affidabile, concentrandosi su…
Il golf, con il suo ritmo lento e la sua enfasi sul processo piuttosto che…
Silenzioso, complesso, in continua evoluzione: il golf resiste al tempo perché non ha mai smesso…
Una bruttisima notizia per l'allenatore e la squadra che, per il resto della stagione, dovrà…