Lutto nello sport italiano, muore una vera icona

Una voce che con eleganza e sobrietà ha raccontato le domeniche più amate dai tifosi si è spenta a 83 anni. La sua carriera.

Lo sport, il calcio in particolare essendo la disciplina più popolare al mondo, non è animata solo da chi scende in campo o dai tifosi. Un ruolo importante infatti lo rivestono tutti coloro che con passione e grande rispetto, narrano le gesta dei nostri beniamini.

Lutto nel mondo del calcio, sport in lutto
Nuovo lutto nel mondo del calcio (pixabay) – tshot.it

Soprattutto tra gli anni Settanta e i primi anni Novanta, in assenza delle pay tv, far sognare solo descrivendo in un servizio di pochi minuti, l’andamento di una gara, era appannaggio di assoluti professionisti. Vetrina più nota di questi romanzi che andavano in scena tutte le domeniche, poco dopo le 18, era il programma cult 90° Minuto. La trasmissione Rai va in onda dal 27 settembre 1970. A condurla, oltre al suo “creatore” Paolo Valenti, altri nomi eccellenti come Maurizio Barendson, Gian Piero Galeazzi o Franco Lauro. Il protagonista della nostra storia era infatti uno dei volti di questo format che da decenni ci racconta la serie A e quella cadetta. Ampex, come si diceva una volta, che in massimo 180” distillano emozioni al solo costo del canone Rai.

Nella notte tra mercoledì 28 e giovedì 29 novembre, all’età di 83 anni, ci ha lasciati Franco Zuccalà. Nato a Catania, il giornalista dalla gentilezza impressa sul volto e nel suo timbro vocale, per anni è stato un volto di 90° Minuto. Mai oltre le righe, un esempio e forse un orizzonte decisamente lontanissimo dai “crooner” che oggi alzano il volume per un tiro che finisce oltre il secondo anello di San Siro.

Addio a Franco Zuccalà: il volto di 90° Minuto col Borsalino

Per chi ama il calcio mai urlato, magari con qualche capello bianco, il cronista catanese era una vera certezza. La sua sinossi calcistica difficilmente calcava la mano, cronaca raccontata col sorriso, senza voler mai esasperare nulla.

Morto Franco Zuccalà, sport in lutto
Sport in lutto, è morto Franco Zuccalà (Facebook) – tshot.it

Zuccalà, anche quando parlava, ad esempio di stadi che per i mondiali del 1990 erano ancora da completare, non indulgeva mai nel commento sarcastico, atto a ottenere un facile consenso. Il cronista però non si è limitato a fare il narratore di calcio.

Come ricorda La Gazzetta dello Sport, insieme a 90° era una presenza fissa anche alla Domenica Sportiva. Come scrive la Rosea, si definiva “divertito giramondo”, quasi ad ammettere di considerarsi un privilegiato felice di esercitare il mestiere di giornalista. In carriera si è speso per raccontare otto Europei di calcio, due edizioni della Coppa d’Africa, 10 mondiali e ben quattro Olimpiadi.

Per chi viveva fuori dall’Italia ha anche condotto «I temi del calcio», rubrica bisettimanale di Rai Corporation. Talmente amato da chi lo ascoltava, durante i Mondiali USA 1994, un sostenitore azzurro lo portò ad un matrimonio quale invitato d’onore. Dicevamo elegante, tanto che oltre agli strumenti di lavoro, non poteva mancare il “Borsalino”, più un’icona del made in Italy che un “semplice” cappello. Non solo. Autore di saggi, tre anni fa ha pubblicato un’autobiografia dal titolo «Franco Zuccalà, 80 anni mille avventure. Le tre vite di un inviato speciale con penna, taccuino e telecamera».

Tante le curiosità da segnalare. Era amico del concittadino Pippo Baudo, nel lontano 1964 optò per il racconto di Messina-Juve, svestendo al divisa da arbitro. Oltre a vincere tanti premi letterari, gli è stata conferita la laurea «Honoris Causa» in «Telecommunication Science» dalla prestigiosa Columbia University di New York. Vicinanza alla famiglie i ai suoi affetti è stata espressa anche da Gabriele Gravina e Giovanni Malagò.

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