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Calcio

Macchine telecomandate in campo: partita interrotta

Macchine telecomandate in campo. Non sempre occorre urlare ed ingiuriare per manifestare apertamente il proprio dissenso. Va bene l’ironia.

Il calcio e la sua tradizione che negli ultimi decenni è stata sonoramente presa a schiaffi. Provate a spiegare ad un giovane nato negli anni duemila che una volta le partite si disputavano tutte la domenica pomeriggio e tutte in contemporanea.

Ancor più difficile far loro comprendere come soltanto attraverso la radio, e a partire dal secondo tempo, si potessero seguire le diverse partite. Un calcio che sembra appartenere ad un’altra era geologica. Esattamente quella che ha preceduto l’avvento delle televisioni.

Un cambiamento deciso dall’alto che i tifosi hanno subito senza poter fare, o dire nulla. Da quel momento chi voleva seguire le partite della sua squadra del cuore, comodamente seduto a casa sua, avrebbe dovuto pagare. I giorni e gli orari delle partite della sua squadra del cuore le avrebbero decise le televisioni.

Il calcio tedesco nelle ultime settimane è in pieno fermento. o meglio, lo sono i tifosi della maggior parte dei club di Prima e Seconda divisione tedesca. Forme intelligenti, ironiche, non volgari né violente per dire un netto “No” ad una decisione presa dalla Federazione Calcio tedesca.

Macchine telecomandate in campo. Perché?

Sul rettangolo verde palline da tennis lanciate dai diversi settori dello stadio e macchinine telecomandate che solcano l’erba ‘guidate’ dai tifosi sugli spalti. E’ quanto accaduto allo stadio di Colonia prima dell’incontro tra i padroni di casa ed il Werder Brema, come raccontato da fanpage.it. La partita è stata quindi interrotta e poi ripresa, con inevitabile ritardo, per consentire di ‘liberare’ il terreno di gioco dai corpi così insolitamente estranei.

Una forma di protesta civile che sta attraversando, in maniera trasversale, l’intera Bundesliga. Il perché è presto detto. Alla fine del 2023 la Federazione tedesca, attraverso una votazione che ha visto il voto favorevole di 24 club sui 36 iscritti in Prima e Seconda Divisione, ha dato avvio alle trattative per l’ingresso di un investitore “di private equity che possa promuovere i diritti televisivi“.

Una decisione contro la quale si sono scagliate le tifoserie dei maggiori club tedeschi che temono che da tale decisione coloro che assisteranno alle partite comodamente seduti sul divano di casa saranno la parte privilegiata dei tifosi, più di coloro che invece si recano regolarmente allo stadio. I ricchi proventi delle televisioni potrebbero perciò rivoluzionare il calcio tedesco.

Un calcio che appartiene da sempre al popolo dei tifosi. Basti ricordare come le curve tedesche si sono mobilitate contro la nascita della SuperLega. No la calcio legato esclusivamente ai soldi e pertanto “No” ai soldi delle televisioni. E la Federazione Calcio tedesca ha iniziato a riflettere…

Stefano Vori

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