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Calcio

Morte Gigi Riva, l’ex Juventus scoppia in lacrime

Gigi Riva, leggenda del Cagliari e della Nazionale italiana, si è spento a 79 anni, lasciando un grande vuoto nel mondo del calcio, tanto che un ex Juventus è scoppiato a piangere

Cagliari, la sua Cagliari, la Sardegna, la sua Sardegna sono posti un po’ più vuoti adesso che Luigi Riva, detto GiggiRriva tutto attaccato e con le doppie sbagliate, detto Rombo di tuono da Gianni Brera e non solo, non c’è più. Se n’è andato a 79 anni, dopo un ricovero lampo in ospedale per un problema a cui si sarebbe dovuto porre rimedio con un’operazione.

Non c’è stato il tempo, perché un nuovo malore ha privato tutti, in primis il mondo del calcio, di quel campione magro, ma con un sinistro micidiale, quell’attaccante che ha segnato più di tutti con la maglia azzurra – ha vinto anche un Europeo, nel 1968, ed è arrivato in finale ai Mondiali del ’70 -, quell’attaccante che ha portato ai rossoblù il primo e unico scudetto della sua storia.

Ha rinunciato ai soldi di Gianni Agnelli e della Juventus per rimanere in quella terra che lo ha adottato che era ancora un bambino, lui che bambino non lo è mai stato fino in fondo, tra i pecorai che vivevano per le sue giocate e che non smetteranno mai di farlo. Da un ex Juventus è arrivato anche il ricordo commosso di Dino Zoff, uno dei suoi compagni in quella Nazionale italiana fantastica e capace di tutto.

Zoff scoppia in lacrime: “Come Riva non ce n’erano e non ce ne sono”

Ai microfoni di Notizie.com, l’ex estremo difensore azzurro è distrutto, “ancora non riesco a credere che non ci sia più, scusatemi…”, dice. E poi continua: “Non ci sono parole per descrivere quello che sto provando, anche perché sono le classiche persone e uomini eccezionali che sai che ci sono, che sono lì”. 

Ma non si erano conosciuti in nazionale Riva e Zoff, piuttosto, ricorda annientato dal dolore, “abbiamo fatto il militare insieme, il Car a Siena, eravamo sempre insieme, c’erano anche altri, ma lui era eccezionale”. “In campo pazzesco, si sacrificava per tutti, dava una mano e sotto porta era micidiale, pazzesco e devastante. Per me è stato il più forte attaccante del calcio italiano, era la mia epoca, va bene, ma anche adesso non ce ne sono, mi dispiace. Quel suo sinistro era incredibile e che fisico“, conclude.

Alessandro B

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