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Olimpiadi, atleta prova i letti ‘anti-sesso’ e posta il video dei sorprendenti risultati

Letti anti-sesso anche ai Giochi di Parigi 2024: il video dell’atleta è diventato subito virale, ecco cosa è successo.

Paese che vai, usanze che trovi, verrebbe da dire. Già, perché quella dei letti di cartone non era, evidentemente, prerogativa del solo Giappone, la cui scelta, tre anni fa, era stata piuttosto chiacchierata. Nell’immaginario collettivo, la decisione di far dormire gli atleti in gara alle Olimpiadi su dei letti del genere sarebbe dettata dall’esigenza di dissuaderli a fare sesso, ma pare che in realtà le intenzioni degli organizzatori di Tokyo fossero ben altre.

La decisione di optare per il cartone sarebbe stata legata, contrariamente a quanto si dice, alla volontà di sposare la causa della sostenibilità e del rispetto dell’ambiente, ma non è questo il punto. Il punto, semmai, è che anche in Francia i campioni delle varie Nazioni dovranno dormire non su strutture di legno o compensato, ma su letti di cartone capaci, sì e no, di supportare il peso di una sola persona.

Guai a pensare, però, che siano poco sicuri e che non siano sufficientemente robusti da assicurare loro il sonno rigenerante di cui avranno necessariamente bisogno tra una gara e l’altra dei Giochi di Parigi 2024. A sfatare questo mito ci ha pensato Rhys Joshua McClenaghan, ginnasta irlandese che ha voluto mettere alla prova, in modo pubblico e piuttosto “spettacolare”, i letti destinati agli atleti che si batteranno, ai piedi della Tour Eiffel, per conquistare una medaglia.

Letti di cartone anti-sesso anche a Parigi 2024: test sui social

Il campione ha testato i letti anti-sesso facendo ciò che gli riesce meglio, ovvero saltare, fare capriole, verticali e chi più ne ha più ne metta. La struttura è rimasta in piedi, ragion per cui l’irlandese ha sentenziato che non è vero, come si dice, che non sia possibile fare “certe cose” sui materassi del villaggio dello sport.

Cose che, oltretutto, si sono spesso fatte durante le precedenti edizioni delle Olimpiadi. Qualcuno ricorderà senz’altro, ad esempio, i chiacchieratissimi Giochi del 2016 a Rio, dietro le quinte dei quali pare ne siano successe di tutti i colori. I match su Tinder, durante lo svolgimento degli stessi, aumentarono del 129% nell’area del Village, a riprova del fatto, così si dice, che gli atleti si fossero dati un gran da fare.

In quell’occasione Durex aveva distribuito un totale di 450mila preservativi, 20 per ogni sportivo in gara, mentre quest’anno, a Parigi, ce ne saranno 200mila. E se è vero, come si dice, che la capitale francese è la città dell’amore, speriamo che siano sufficienti.

Luigi Maria Chiappetta

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