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Open Championship: Norman incanta, ma comanda Choi

Non capita spesso di veder dopo due giornate solo un golfista in testa a un torneo sotto il par. Ma l’Open Championship non è un torneo normale, è il major più antico e si gioca su un percorso molto difficile con un tempo poco simpatico. Ieri ha chiuso in testa l’esperto Choi, ma Greg Norman (foto, Getty Images) sta regalando uno spettacolo indimenticabile

Sembra quasi la trama (neppure troppo originale) di un film sullo sport: il vecchio campione che si fa veder solo ogni tanto, ritorna in uno dei tornei più amati, dove ha già vinto due volte, e non solo fa bella figura, ma è in lotta per vincere, regalando colpi splendidi e entusiasmando il pubblico.
Sui Course del Royal Birkdale, Greg Norman gioca con grande eleganza e pulizia, è a 140 colpi in par col campo, a solo un colpo dal coriaceo K.J. Choi (139) che ha già vinto sette titoli dello US Open e freme per portarsi a casa una soddisfazione immensa in un major. Si son visti tanti bogey, molto doppi bogey e golfisti in piena crisi. Come Sergio Garcia che va completamente nel pallone a metà giro con bogey e doppio bogey con errori quasi da dilettante. Il più in forma del secondo giro però sembra il ventiseienne colombiano Camilo Villegas (142) che è terzo e ha segnato la migliore prestazione, un 65 cinque sotto il par, che ha dell’incredibile.
Curiosamente i primi tre del giro inaugurale, Rocco Mediate, Graeme McDowell e Robert Allenby sono ancora appaiati al quarto posto con 142 insieme a Jim Furyk, Alexander Noren e al campione uscente Padraig Harrington. Ritorna in gioco Phil Mickelson che rimedia al disastroso 79 di giovedì con un ottimo 68. Si salvano per un pelo Colin Montgomerie ed Henrik Stenson a 148, Ernie Els e Lee Westwood a 149 a un soffio dal taglio.
Fuori gente come Geoff Ogilvy (151), Vijay Singh (151), Angel Cabrera (154), Miguel Angel Jimenez (154) e John Daly che con 169 è ultimo in classifica e farebbe meglio a riprendersi un po’ di dignità e passare a altre faccende.

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