Un doppio scandalo travolge la Nazionale di rugby: commenti razzisti e accusa di stupro aggravato a carico di due giocatori
“Il calcio è uno sport per gentiluomini giocato da bestie mentre il rugby è uno sport bestiale giocato da gentiluomini”, recita un noto proverbio inglese. Un modo semplice per marcare la differenza tra il calcio, che troppo spesso balza agli onori della cronaca tra scandali di varia natura e la violenza e il razzismo che inquinano le curve degli stadi, e il rugby di cui è noto anche ai non appassionati il ‘terzo tempo’.
Al termine della partita i giocatori di rugby familiarizzano tra loro bevendo, mangiando e conversando come amici di vecchia data. Un’immagine che stride con quelle che ci regalano gli assi del pallone tra risse e insulti omofobi e razzisti. Ma i tempi cambiano e purtroppo non sempre in meglio. E così i giocatori di rugby si abbandonano ai quegli stessi vizi cui indulgono i ben più celebrati calciatori.
La settimana peggiore della sua storia. Si può condensare così la tournée estiva in Argentina della Nazionale di Rugby transalpina e non solo per il bilancio in chiaroscuro (due vittorie e una sconfitta). Infatti, il deludente risultato sportivo passa in secondo piano rispetto ai due scandali che hanno travolto il XV francese.
Melvyn Jaminet è stato sospeso dal gruppo squadra impegnato nella Summer Series in Argentina dalla Federazione francese per un commento razzista in un video pubblicato sul suo profilo Instagram mentre due suoi compagni, Hugo Auradou e Oscar Jegou, sono in custodia cautelare con l’accusa di stupro aggravato. Un quadro, a dir poco, a tinte fosche tanto che il Presidente della FFR, Florian Grill, nell’intervista concessa a “L’Equipe”, ha invitato a un’assunzione di responsabilità collettiva:
“Ci deve essere un prima e un dopo. Non riguarda solo la Fed ma tutto il rugby e la società. Melvyn Jaminet ha commesso un errore molto grave ed è stato immediatamente punito. Per gli altri due aspetteremo che la giustizia faccia il suo corso”.
Insomma, ha tutta l’intenzione di continuare a usare il pugno di ferro Florian Grill che ha anche reso noto che in tale crociata coinvolgerà il vicepresidente della FFR, Jean-Marc Lhermet, il Commissario tecnico Fabien Galthiè e tutti i club francesi in quanto “non voglio sentire che siamo inerti e che abbiamo fatto qualcosa di sbagliato”.
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