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Sinner fatto fuori, la decisione è davvero inattesa

Jannik Sinner deve mandar giù un boccone particolarmente amaro in un momento molto positivo della sua stagione. Praticamente è ufficiale,

Il campione di San Candido sta vivendo il periodo migliore della carriera e si appresta a vivere una seconda metà di stagione che lo porterà a competere in tornei importantissimi come il Roland Garros, Wimbledon e le Olimpiadi.

Jannik Sinner mastica amaro per l’ultima decisione (Tshot – ANSA)

Fare di meglio di Sinner in questi ultimi mesi è davvero impensabile per qualsiasi tennista. Solamente Tsitsipas e Alcaraz sono riusciti a fermare la sua corsa da gennaio, entrambi in semifinale, a Indian Wells e Montecarlo. Per battere il campione di San Candido servono delle imprese, a testimonianza della qualità del gioco e del livello espresso da novembre 2023. Jannik si gode tutto quello che di buono gli sta arrivando ma sa di dover lavorare sodo per raggiungere obiettivi ancora più ambiziosi.

Il Roland Garros, Wimbledon e le Olimpiadi di Parigi sono appuntamenti che catalizzano la sua attenzione e che dovranno fornire un banco di prova ulteriore per il suo processo di crescita verso la consacrazione definitiva. Per sua stessa ammissione i Giochi saranno il clou del 2024, poiché rappresentano un evento raro, che si disputa ogni 4 anni e che può consacrarlo come sportivo a tutto tondo. Per prepararsi al meglio al torneo parigino sarà presente anche a Bastad, in Svezia, per trovare confidenza con la terra rossa dopo il periodo trascorso su erba.

Sinner non sarà portabandiera alle Olimpiadi di Parigi: la parole di Malagò sono piuttosto chiare a riguardo

Le Olimpiadi sono talmente importanti nella testa di Sinner che non ha mai nascosto la sua grande speranza di conquistare una medaglia. Sulla questione portabandiera, a cui più di qualcuno lo aveva candidato, è apparso invece piuttosto realista, dichiarando al Corriere della Sera: “Mi sembra giusto che lo faccia chi ha già conquistato una medaglia d’oro”.

Il duro colpo di Malagò a Sinner (Tshot – ANSA)

Il presidente del Coni Malagò, intervistato da La Stampa, sembra dargli ragione: “La regola della medaglia d’oro per il ruolo del portabandiera olimpico non è scritta ma è una consuetudine che ci piace mantenere“. Insomma almeno per tagliare questo tipo di traguardo bisognerà prima prendere parte ai Giochi (Sinner era assente a Tokyo 2020) e magari meritarsi con una medaglia questo tipo di riconoscimento in vista di Los Angeles 2028. Un processo di crescita assolutamente naturale che uno come Jannik può solo che condividere. L’umiltà è da sempre una delle sue doti migliori.

Angelo Papi

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