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Addio ad appena 31 anni, vuoto enorme nello sport italiano

Lo sport azzurro non potrà più contare su un campione che ha fatto sognare mezza Italia: l’addio a soli 31 anni. 31 anni, una medaglia d’oro e una di argento. Non si può certo dire che non abbia realizzato i suoi sogni più belli, Daniele Garozzo, la cui storia, nelle ultime ore, ha comprensibilmente fatto il giro del web. Perché dispiace sempre, è questa la verità, dover dire addio ad un atleta così giovane, che tanto si è speso per il proprio Paese e per rendere onore alla bandiera tricolore. Lo schermidore, specializzato nel fioretto, ha purtroppo annunciato il suo ritiro. Nell’ultimo periodo ha accusato dei problemi al cuore e non gli è rimasto niente da fare se non arrendersi al destino e accettare di non poter più fare ciò che gli piace al mondo. Una scelta difficile, difficilissima, che il giovane campione sembra stia vivendo, ciò nonostante, nel modo giusto. Con la maturità di chi sa bene che un atleta è in balia degli eventi e che ci sono cose che, malgrado tutto, è doveroso accettare in maniera incondizionata. A comunicare la triste decisione agli appassionati del mondo della scherma è stato proprio il diretto interessato, che ha affidato un lungo post ad Instagram: “Il mio cuore si è infortunatoqueste le parole del 31enne di Acireale – ma la vivo con serenità. Ho vissuto una grande avventura sportiva, culminata con la vittoria di un oro ed un argento olimpico“.

Lo sport azzurro perde Garozzo: le ragioni del ritiro

Già, perché non avrebbe mai immaginato, quando si allenava nel suo garage, ad Acireale, che un giorno avrebbe toccato il cielo con un dito. Come ogni atleta che si rispetti sognava da sempre di mettere in bacheca un bell’oro, ma non poteva sapere che sarebbe accaduto davvero. Che i giochi olimpici di Rio, nel 2016, avrebbero dato una svolta alla sua carriera e consegnatogli la più preziosa tra le medaglie. Nel 2020 ha vinto ancora, stavolta una medaglia d’argento, alle Olimpiadi di Tokyo. “Guardando al futuro, voglio dedicarmi alla medicina, con un obiettivo chiaro: studiare e divulgare le condizioni cardiologiche, spesso poco conosciute, che possono affliggere la popolazione sportiva“. Una perdita enorme, dunque, per lo sport italiano, costretto a dire addio troppo presto ad un atleta che tanto ha dato e che tanto ancora avrebbe potuto dare. Emblematiche, in tal senso, le parole del presidente del Coni Giovanni Malagò, che ha così commentato, a LaPresse, questa prematura uscita di scena: “E’ giusto che adesso pensi al suo futuro da medico. Resta in me il ricordo dell’abbraccio a Rio dopo che lui vinse la medaglia d’oro”.

Luigi Maria Chiappetta

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