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Colpito alla testa, scoppia la rissa a bordocampo con l’allenatore

A bordocampo ne sono successe di tutti i colori. Urla e spintoni, ecco perché l’allenatore ha provocato i suoi avversari.

Quella che li antepone l’uno all’altro è una rivalità che si perde nella notte dei tempi. I New York Yankees e i Baltimore Orioles non sono mai andati, per così dire, troppo di pelo. Ma la situazione, se possibile, è addirittura peggiorata, non fosse altro per quello che è accaduto a Camden Yards qualche giorno fa. Una vicenda che ha contribuito ad intensificare, addirittura, l’astio che c’è tra le due squadre di baseball.

Momenti di tensione a Camden Yards durante la partita di baseball (AnsaFoto) – Tshot.it

Il livello di massima tensione si è raggiunto al termine del nono inning, mentre i newyorkesi erano in vantaggio. In quel momento, la giovane leva del club rivale, Heston Kjerstad, ha colpito il giocatore Clay Holmes con una palla che schizzava alla velocità della luce. Si stima che andasse a 96,8 mph, l’equivalente, per intenderci, di 155 km/h. Se l’è beccata dritta in testa e, da quel momento in poi, la situazione è letteralmente degenerata.

Kjerstad ha lasciato il campo e, mentre lo faceva, il manager degli Orioles, Brandon Hyde, avrebbe sentito dei commenti a lui poco graditi. Arrivavano, neanche a dirlo, dalla panchina degli Yankees. Sostanzialmente, nel momento più concitato della partita, come se non bastasse quello che aveva combinato l’esterno di Amarillo, i newyorkesi urlavano e gesticolavano senza sosta.

Yankees-Orioles, Hyde su tutte le furie: urla e spintoni, ecco cosa è successo

Hyde, a quel punto, visibilmente in collera, ha fatto per dirigersi verso di loro, salvo poi essere fermato in tempo dai suoi giocatori. Austin Hays, Cedric Mullins e Anthony Santander si sono precipitati dal coach, per evitare che la situazione degenerasse ulteriormente.

Il manager Brandon Hyde dei Baltimore Orioles (AnsaFoto) – Tshot.it

Qualche spintone di troppo, però, c’è stato ugualmente, tanto è vero che molti atleti hanno lasciato i bullpen nella speranza di non essere coinvolti nella “rissa”. “Ogni volta che un giocatore viene colpito alla testa – ha spiegato il catcher degli Yankees, Austin Wells, per giustificare quanto accaduto – le emozioni aumentando un po’, ma non credo che Clay volesse colpire Heston in testa in quel momento”.

Fortunatamente la cosa è finita lì, ma ciò non toglie che l’accaduto ha inasprito i già precari rapporti tra le due squadre. E che la prossima volta, nel caso in cui dovesse succedere ancora, potrebbe essere “fatale”.

Luigi Maria Chiappetta

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