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Motori

Ferrari, ritorno clamoroso: è già a Maranello

Manca poco alla presentazione della nuova Ferrari e i tifosi tornano a rialzare la testa: adesso c’è anche un clamoroso ritorno a Maranello

L’attesa sarà ancora relativamente breve e le parole finalmente lasceranno spazio ai cronometri, ai duelli in pista. Il mondo della Formula 1 svelerà le sue carte da metà febbraio e la Ferrari vuole farsi trovare pronta. Per questo a Maranello non stanno trascurando nessun dettaglio, anche quello di un clamoroso e gradito ritorno.

Ferrari, le premesse per il 2024 sono migliori (Ansa Foto) – Tshot.it

La 676, nome provvisorio della monoposto che raccoglierà l’eredità della SF-23, ormai è pronta anche perché il tempo stringe. Il 13 febbraio prossimo infatti sarà svelata a tutti in quel di Fiorano e subito sarà anche provata Charles Leclerc e Carlos Sainz sulla pista di casa del Cavallino. Un filming day di 200 km, permesso dalle regole FIA, per prendere contatto.

La vera prova però, una settimana dopo a Sakhir. Il circuito del Bahrein, lo stesso che ad inizio marzo ospiterà il via del Mondiale, sarà sede dei tre giorni di test che precederanno la stagione. E da lì, una lunga volata fino ad Abu Dhabi, ad inizio dicembre, con 24 Gran Premi più sei Sprint.

Un anno fa erano bastati quei test per capire che la Red Bull aveva un margine nettissimo su tutta la concorrenza e che la Ferrari era indietro. Impressioni che sono state poi confermate da una stagione complicata. Meno errori ai box, perché poche gare sono state compromesse dalle decisioni. Piuttosto una macchina spesso inguidabile soprattutto in gara e piloti frustrati.

Ferrari, ritorno clamoroso: c’è un consulente speciale per battere la Red Bull

Scopriremo solo fra un mese quanto sarà diversa la nuova monoposto, ma qualche notizia è già trapelata. Secondo indiscrezioni di stampa, a cominciare dal Corriere dello Sport, al simulatore la nuova Ferrari avrebbe fatto registrare tempi più veloci di almeno 7 decimi rispetto al 2023. E soprattutto ha già passato il crash test, decisivo per la sua omologazione, al contrario della Red Bull che è ancora indietro.

Rory Bryne con Jean Todt e Ross Brawn ha fatto vincere molto alla Ferrari (Ansa Foto) – Tshot.it

Un progetto nato meglio e che può far sognare i tifosi? Lo sapremo più avanti ma intanto a Maranello c’è stato un clamoroso e gradito ritorno. Come spiega Motorsport.com, per benedire il nuovo progetto infatti dal suo Sudafrica è tornato anche Rory Byrne, che ha un contratto come consulente privilegiato del Cavallino.

Prima ancora dell’era inaugurata da Adrian Newey, l’ingegnere britannico che ha fatto vincere tanto la Red Bull, il genio delle monoposto era lui. Una carriera cominciata con la Toleman in Formula 1 e proseguita lì quando la scuderia era stata rilevata dalla Benetton.

Al fianco di Ross Brawn, che lì lavorarava, Flavio Briatore e Michael Schumacher aveva lavorato progettando la monoposto campione del mondo nel 1994 e 1995. Poi si era preso un anno di riposo, ma nel 1997 era stato ingaggiato dalla Ferrari per tornare insieme a Schumi e Brawn, questa volta diretto da Jean Todt.

C’era quindi la sua mano in tutto le monoposto del Cavallino che hanno prima costruito e poi realizzato un ciclo vincente inimitabile. I cinque mondiali di Schumacher, alla guida di una macchina spesso imbattibile erano figli delle sue idee.

Oggi che è vicino agli 80 anni (li compie il 10 gennaio) ha ancora voglia di gettarsi nella mischia perché le idee vincenti gli sono rimaste. E secondo indiscrezioni, di primo impatto ha apprezzato molto il lavoro fatto nella progettazione della nuova vettura.

Federico Danesi

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