Nuovo colpo di scena in seguito al caso Juventus, la Vecchia Signora è tornata a far parlare di sé fuori dal campo.
La prossima dovrà essere la stagione della ripartenza per la Juventus che appena un anno fa ha avuto guai con la giustizia. Le plusvalenze fittizie e la manipolazione del mercato sono solo alcune delle accuse arrivate nei confronti del club bianconero che a quanto pare è tornato a far parlare di sé.
Come se non bastasse, sempre negli ultimi mesi, la Vecchia Signora ha dovuto fare i conti anche con la squalifica di Paul Pogba. Riportare il francese in Italia non è stata un impresa semplice, soprattutto per l’ingaggio, e scoprire che non poteva giocare perché trovato positivo al doping si è rivelata una mazzata in piena regola.
Ora, però, il nome della Vecchia Signora è tornato protagonista e lo ha fatto ancora una volta a causa di vicende extra campo. Anche in questo caso tutto è legato all’ultimo processo subito dalla Juventus, club che spera solo di lasciarsi il passato alle spalle. Ecco cosa sta succedendo.
Doveva rivelarsi un lavoro ordinario per il commercialista Enrico Stasi che invece ha visto il proprio stipendio venir nettamente decurtato. Questo ha spinto l’esperto di procedure fallimentare, che negli ultimi mesi si è impegnato ad esaminare i bilanci e le varie scartoffie del club bianconero, a fare causa alla procura. Ma andiamo per ordine.
Tutto è successo nel 2021 quando il pm Mario Bedoni, coadiuvato da Marco Gianoglio, aveva assunto l’esperto commercialista per visionare i conti della società bianconera che da lì a poco sarebbe stata incriminata. Il lavoro di Stasi si è concluso nell’ottobre del 2022, e perciò un anno dopo, e gli è valso un compenso pari a 180 mila euro. Un po’ poco per l’addetto ai lavori che avrebbe invece calcolato un compenso totale di 290 mila euro.
Per la prima parte, quella relativa alle plusvalenze, Stasi aveva chiesto un totale di 200 mila euro mentre quando si è aggiunto anche il caso stipendi, sono stati chiesti 90 mila euro extra. Purtroppo per lui la procura, presieduta dal procuratore aggiunto Emilio Gatti, ha ritenuto opportuno un compenso nettamente inferiore da quello richiesto. Smacco per il commercialista che ora chiede alla procura quello che gli spetta ed è intenzionato a passare per vie legali.
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