Entra nel vivo la spinosa questione legata al futuro di Rabiot, che per il secondo anno di fila finirà la stagione in scadenza di contratto.
Sembra passata una vita, eppure parliamo dell’estate del 2022. Il calciomercato estivo dominato dal ritorno di Romelu Lukaku all’Inter e dal passaggio di Paulo Dybala dalla Juve alla Roma fu anche caratterizzato da una trattativa che non andò in porto per questione di dettagli. Economici, naturalmente.
Il club bianconero, desideroso di sfoltire la rosa e di dare un po’ di respiro a quelle stesse casse societarie che poi si sarebbero dimostrate, di lì al successivo esercizio di bilancio, sanguinanti, aveva deciso di cedere Adrien Rabiot. Reduce da una stagione, quella che vide in Serie A il trionfo finale del Milan, abbastanza deludente, il transalpino era stato praticamente ceduto al Manchester United.
Il club di proprietà Glazer aveva messo sul piatto 20 milioni: una cifra ritenuta soddisfacente dalla dirigenza bianconera, allora comandata ancora da Arrivabene, Cherubini e Nedved. Oltre che guidata dall’alto da Andrea Agnelli. Nonostante la tagliente ironia di alcuni tabloid inglesi che avevano disapprovato apertamente il colpo, i Red Devils erano sul punto di chiudere. Fu solo grazie alle pretese economiche della mamma-agente del calciatore (la celeberrima Veronique) che non si trovò un accordo: troppo alta la richiesta di 10 milioni annui. Questa fu la risposta data a Rabiot.
Dopo l’inaspettata fumata nera, la Juve fu ‘costretta’ a tenersi il francese: mai ‘obbligo’ fu più redditizio. Da lì il centrocampista, pur in scadenza di contratto, è diventato un perno della squadra. Leader. Trascinatore. Insostituibile. E via allora, dopo un anno e mezzo, ad altri problemi di mercato. Quelli che prevedono un forte interesse sul giocatore manifestato da alcuni importanti club.
Dopo il prolungamento di un solo anno concordato lo scorso 27 giugno, oggi si ripropone lo stesso problema: c’è da rinnovare il contratto dell’ex PSG se si vuole davvero costruire un progetto vincente. Nel frattempo i rapporti con mamma Veronique si stanno sviluppando sulle basi di un dialogo costruttivo che per esempio, un anno e mezzo fa, era del tutto assente. Rabiot sta bene a Torino. Rabiot vuole restare. Ora la Juve deve fare la sua parte.
Tradotto in termini pratici questo significa, per la dirigenza piemontese, impegnarsi economicamente per assicurarsi un futuro insieme. L’idea di Giuntoli è quella di un biennale da 7,5 milioni a stagione – che equivale a quanto il giocatore percepisce ora – grazie al quale legare a sé Rabiot fino al 2026.
Ovviamente alla Continassa non vogliono farsi trovare impreparati qualora il transalpino declinasse gentilmente l’offerta andando via a costo zero. Koopmeiners, Ferguson, Merino e Frendrup sono i profili alternativi – o complementari – al ‘Duca’.
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