La leggenda tedesca è stato raggiunto, in una speciale categoria, dal dominatore delle ultime tre stagioni del Circus.
I record, diceva il vecchio saggio, sono fatti per essere battuti. La considerazione, supportata dalla mera cronaca che riguarda tutte le discipline sportive, è vieppiù valida quando chi deteneva o detiene un primato non è più in grado di rispondere con un nuovo primato da consegnare agli annali.
Questo è il caso di Michael Schumacher, uno che in Formula 1 detiene ancora molti record. Alcuni esclusivi, altri no. Per esempio Schumi, dopo il ritiro avvenuto nel 2012, ha dovuto ingoiare la cavalcata di Lewis Hamilton, arrivato ad eguagliarlo come numero di titoli mondiali vinti, ma addirittura a superarlo nel computo delle corse vinte (91 il tedesco, 103 il britannico).
Entrambi tremano di fronte all’incedere del cannibale Max Verstappen, uno che detiene già una cifra ragguardevole alla voce ‘primati di precocità’. Già tricampione del mondo, e ben avviato alla conquista del suo quarto titolo iridato a nemmeno 27 anni d’età, il figlio d’arte ha già vinto ben 57 corse. Tutte in livrea Red Bull, sfruttando l’incredibile avanguardia tecnologica della scuderia di Milton Keynes.
Il figlio di Jos, dopo l’inaspettato ritiro di Melbourne, ha fatto la voce grossa nel successivo Gp di Suzuka, dova ha messo in fila gli avversari come sempre fatto negli ultimi tre anni di gare. Il trionfo in terra giapponese ha tra l’altro consentito all’olandese di eguagliare proprio il succitato Schumi in una speciale classifica.
Sul tracciato nipponico, teatro di epici scontri per la supremazia tra il compianto Ayrton Senna ed Alain Prost, l’olandese volante ha nuovamente rifilato distacchi abissali sia al compagno di scuderia Sergio Perez, sia ai rivali ferraristi, che avevano rialzato la testa proprio nella precedente gara mettendo a segno una doppietta che, in Australia, mancava da 20 anni esatti.
Rimasto a secco di punti dopo ben 43 gare consecutive in cui qualcosa – quasi sempre una vittoria – era riuscito a mettere a referto, Verstappen ha mostrato i muscoli, dominando la corsa. L’affermazione a Suzuka, la terza negli ultimi tre anni, rappresenta appunto un record. Solo Michael Schumacher, prima di lui, era riuscito a vincere per tre anni consecutivi in Giappone. 2000, 2001 e 2002 sono stati gli anni in cui il teutonico ha trionfato consecutivamente nello storico tracciato.
Erano gli anni del dominio Ferrari, quello in cui il tedesco dominava in lungo e in largo il Mondiale. In attesa di lanciarsi alla conquista di nuovi primati, Verstappen gonfia il petto: uno degli obiettivi del prossimo anno sarà quello di mettere a segno un poker consecutivo che, per lo meno nella terra del Sol Levante, non è mai riuscito ad alcun pilota.
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