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Sinner numero uno in classifica ATP: finalmente l’annuncio

Sinner, il sogno diventa finalmente realtà: il tennista altoatesino sul tetto del mondo, adesso è ufficiale.

Lo scorso anno, di questi tempi, non sapeva ancora cosa sarebbe accaduto. Quanti traguardi avrebbe tagliato nella stagione appena iniziata. Sapeva di voler tornare in top ten e di voler partecipare alle Atp Finals di Torino. Era ancora troppo presto, però, per essere certo che tutto ciò potesse accadere realmente.

Oggi, a 365 giorni di distanza, possiamo finalmente dire che Jannik Sinner ha ampiamente centrato tutti gli obiettivi che si era prefissato di raggiungere. Ha fatto addirittura di meglio, anzi: non si è limitato a riagguantare la top ten, ad esempio, ma si è portato al quarto posto del ranking mondiale. E ha vinto, per di più, la Coppa Davis, regalandosi e regalando ai tifosi una gioia incommensurabile. Non è uno che parla per il semplice gusto di farlo, insomma, il campione di San Candido. Ha dimostrato che se vuole una cosa la ottiene e che dinanzi ai suoi buoni propositi non c’è niente che tenga.

Ecco perché farebbero bene a guardarsi le spalle, adesso, gli altri big del circuito. Nel mirino del numero 1 d’Italia c’è uno Slam e dovrebbe essere chiaro, a questo punto, che quando si mette in testa una cosa non molla fino a che non la ottiene. Ma c’è un altro obiettivo ancora in vista del quale Jannik e il suo team, cui va il merito di averlo egregiamente sostenuto in questa cavalcata, stanno lavorando.

In “casa” Sinner si sogna ad occhi aperti

A parlarne è stato il suo mentore, Simone Vagnozzi, colui il quale in tempi ancora non sospetti ha preso il posto di Riccardo Piatti. È lui ad allenare Sinner insieme al supercoach Darren Cahill, che è entrato a far parte del suo staff un po’ più tardi ma che ha chiaramente dato un contributo determinante.

“Jannik numero uno? Sarebbe un sogno – ha detto Vagnozzi a Sport Mediaset, interrogato sul futuro del suo pupillo dai capelli rossi – Il mio obiettivo è migliorare sempre come allenatore e quella tappa sarebbe importante ma non l’unica”. Work in progress, insomma, sebbene il prossimo traguardo da tagliare non sia la vetta: c’è ancora una tappa intermedia che il campione azzurro e il suo team devono tassativamente fare prima di arrivare in cima.

“La cosa più importante è vederlo migliorato tecnicamente, fisicamente e mentalmente – ha aggiunto – Sta diventando uomo. Con le sue qualità ci aspettiamo sempre grandi risultati“. La vittoria di uno Slam, per inciso, il solo tassello che manca alla straordinaria carriera del giovane campione che ha riscritto la storia del tennis italiano.

Luigi Maria Chiappetta

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