Al Royal Park I Roveri l’erba profuma d’alba e di attesa: uno swing dopo l’altro, amici e campioni tornano sul green per trasformare il ricordo di Gianluca Vialli in un gesto concreto. È il golf che abbraccia la ricerca.
Lunedì 22 giugno, al Royal Park I Roveri, va in scena la ventunesima edizione di Swing for Research. La organizza la Fondazione Vialli e Mauro. L’atmosfera è quella delle grandi occasioni. Silenzio al tee, sguardi complici, mani che si stringono. Sul prato, il tempo scandisce storie di sport e di legami.
Ci saranno volti che hanno fatto la storia. Michel Platini. Gianfranco Zola. Borja Valero. Giancarlo Antognoni. E i protagonisti dell’Open d’Italia come Stephen Gallacher, Rafa Cabrera Bello, Guido Migliozzi e, salvo variazioni di programma, Edoardo Canonica. Non è solo una lista di nomi. È un invito a ritrovarsi, almeno per un giorno, dalla stessa parte.
Perché il golf fa bene anche fuori dal campo
Il golf qui non è un vezzo. È uno stile di vita. Rispetto, ritmo, comunità. La Fondazione Vialli e Mauro nasce dall’amicizia tra Gianluca Vialli e Massimo Mauro. Tiene insieme ciò che il campo insegna: ascolto, fair play, attenzione all’altro. Chi gioca lo sa. Un colpo sbagliato si accetta. Un compagno si incoraggia. Una vittoria si divide.
Ho visto un ragazzo emozionato al primo tee. Ha chiesto silenzio con un gesto incerto. Un ex campione gli ha passato un tee di legno e gli ha detto “vai sereno”. Il drive non è andato lontano, ma il sorriso sì. In giornate così, anche i dettagli contano.
A metà giro, il punto si svela. Qui lo swing diventa dono. La raccolta fondi sostiene la ricerca scientifica contro il cancro e le malattie neurodegenerative, con priorità alla SLA. È un impegno che non ha fronzoli. Ha obiettivi chiari e ricadute reali.
Dove vanno i fondi: trasparenza e impatto
Il ricavato sostiene il bando di AriSLA, che finanzia progetti su diagnosi, cura e qualità di vita nella SLA. Una parte va ai progetti dell’Istituto di Candiolo – IRCCS, riferimento per l’oncologia clinica e traslazionale. In pratica: borse di studio, laboratori attivi, protocolli che avanzano di una tappa. I dettagli su importi e linee di ricerca vengono pubblicati dagli enti coinvolti; se qualche dato manca alla vigilia, è perché i conti si chiudono a fine evento.
Il fascino è tutto qui: la sana competizione cede il passo alla solidarietà. Un birdie vale un sorriso in più. Un putt imbucato diventa una finestra aperta su una terapia che migliora. Non è retorica. È il percorso, buca dopo buca.
Sul green si stringono amicizie nuove e si custodiscono memorie. Si onora Gianluca Vialli senza monumenti, ma con scelte concrete. Si gioca per chi oggi non può. E si impara che la forza dello sport è fare spazio, non fare rumore.
Le informazioni pratiche, iscrizioni e aggiornamenti sono disponibili sul sito della Fondazione Vialli e Mauro. Il resto lo fanno i passi lenti verso il green, le parole dette a bassa voce, l’ultimo colpo all’imbrunire. A chi tocca il prossimo swing? Magari a noi, se abbiamo qualcosa da affidare a quel silenzio perfetto.