US Open 2026: Guida Completa al Torneo di Golf a Shinnecock Hills

Quattro giorni, un campo che non perdona, il vento dell’oceano che piega l’erba alta: il U.S. Open 2026 Shinnecock Hills promette golf al limite, dove ogni colpo è una scelta di carattere prima ancora che di tecnica.

Il conto alla rovescia per il 126° U.S. Open è iniziato. Torna negli Hamptons, al Shinnecock Hills Golf Club, uno dei luoghi simbolo del golf americano. Qui non vince chi tira più forte: vince chi sbaglia meno, chi sa aspettare il momento buono e accetta che spesso par vale come un birdie. È l’anima di questo Major: un test onesto, durissimo, che misura testa, mani e nervi.

Shinnecock Hills: cosa rende il campo unico

Shinnecock non somiglia a nessun altro. Dune naturali, fairway che ondulano, fescue cattiva e green veloci come vetro. Storicamente impostato come par 70, nell’ultima edizione del 2018 ha superato le 7.400 yard, ma la distanza è solo metà della storia: qui è il vento a scrivere la trama. Soffia dall’Atlantico, cambia direzione, sposta le traiettorie e costringe a pensare a ogni ferro.

È un campo che entra in testa. Nel 2004 il settimo green fu annaffiato tra un gruppo e l’altro per tenerlo giocabile. Nel 2018, in un sabato tagliente, anche i campioni hanno perso la bussola: resta celebre il gesto di Phil Mickelson sulla palla in movimento, simbolo di frustrazione più che di spettacolo. Il dato che conta è questo: a Shinnecock il punteggio vicino al par ha spesso il profumo della vittoria. Non è un’eccezione, è la regola non scritta del posto.

I favoriti? Gli indizi portano ai soliti noti. Scottie Scheffler, numero uno capace di trasformare la calma in birdie. Rory McIlroy, che vive per le settimane in cui la palla sembra ascoltarlo. Xander Schauffele, precisione di fino e nervi saldi nelle giornate da coltello. L’elenco definitivo dipenderà da qualifiche e inviti: la presenza italiana non è ancora confermata, ma occhi su Filippo Celli, low amateur al The Open 2022 e profilo adatto ai campi che chiedono disciplina e pazienza. Se ci sarà, Shinnecock gli parlerà chiaro fin dal primo tee.

A metà settimana, quando il vento cala e poi riparte, si capisce il punto centrale: non esiste “tiro perfetto” valido per tutto il giorno. Esiste il tiro giusto per quel colpo, in quel minuto. È il fascino di Shinnecock. Un driver lasciato nel sacchetto per un ferro 3. Un putt da dieci metri che conviene lasciare sotto la buca. La forza qui è dire no all’istinto e sì alla strategia.

Come seguire il torneo in diretta

La USGA garantisce copertura completa: dirette TV sulle emittenti sportive abilitate nel tuo Paese, streaming sulle piattaforme ufficiali e livescoring buca per buca su sito e app. Programmi e orari definitivi vengono pubblicati a ridosso dell’evento: niente promesse premature, meglio salvare i canali ufficiali e attivare le notifiche. Consiglio pratico: tenere d’occhio i tee time nelle fasce di vento, spesso il pomeriggio cambia tutto.

Il resto lo fa l’atmosfera. Tribune che scricchiolano, erba alta che fruscia, un fairway che da vicino sembra più stretto di quanto apparisse in TV. Se amate il golf per la sua onestà brutale, questo è il vostro posto. E allora, quando il leader metterà la palla sul tee della 18 con il mare che respira poco lontano, cosa scegliereste voi: il colpo coraggioso o quello giusto?

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