Un pomeriggio in pista, il profumo d’erba tagliata sul green e la luce di Roma che accende cromature d’epoca: la Volpe Argentata 2026 torna a intrecciare storie di famiglia, sfide sportive e bellezza italiana, tra curve veloci, swing puliti e dettagli che restano negli occhi.
La Volpe Argentata Invitational è quel tipo di appuntamento che ti fa alzare lo sguardo. Non solo per il golf, che al Parco di Roma Golf Club ha casa e ritmo, ma per quel dialogo speciale tra auto storiche, persone curiose e un’idea di eleganza che non fa rumore. È un evento pensato, non improvvisato. Lo si sente già all’arrivo, tra livree lucidate e sacche pronte sul tee.
Quest’anno c’è un filo in più che tiene tutto insieme. L’ottava edizione è un omaggio alla tradizione automobilistica italiana: 120 anni dalla nascita di Piero Taruffi, 120 anni della Targa Florio e l’alba del marchio Lancia nelle corse. Tre compleanni che non sono solo numeri, ma una cornice storica che restituisce senso ai dettagli: la precisione del gesto atletico, la meccanica nobile, la cura per il bello.
La novità più attesa ha il suono pieno di un motore che respira: l’apertura ufficiale all’Autodromo Vallelunga Piero Taruffi, sabato 6 giugno, dalle 14.30. I proprietari delle vetture potranno vivere un’esperienza in pista con esercizi di sicurezza e prove tecniche seguiti dallo staff del Centro di Guida Sicura. In genere parliamo di frenate controllate, equilibrio in manovra, gestione dell’aderenza: pratica utile, adrenalina misurata. Prisca Taruffi guiderà il pomeriggio proprio lì, nel circuito che porta il nome di suo padre. Una scelta che racconta molto del carattere dell’evento: passione sì, ma con testa.
Al momento della stesura, il programma completo della giornata al golf club e l’elenco ufficiale delle vetture attese non sono ancora stati diffusi. È un’attesa che aggiunge curiosità senza togliere sostanza: il format è collaudato, l’organizzazione è solida.
Sulle pedane del Parco di Roma, tra Club House e campo pratica, arriverà una protagonista: la Lancia D24, in arrivo dal MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, grazie alla collaborazione con ACI Storico. Una linea che è già racconto: metallo teso, proporzioni coraggiose, storia viva. La D24 è entrata nella leggenda anche grazie alle imprese di Piero Taruffi tra Carrera Panamericana, Giro di Sicilia, Targa Florio e Catania–Etna. Sarà uno di quei momenti in cui il pubblico smette di parlare e ascolta con gli occhi.
Prima delle premiazioni, la Banda della Polizia di Stato terrà un concerto esclusivo. Suoni in controluce, un repertorio popolare e colto che scivola tra fairway e pedane come un invito a restare. È l’istante in cui l’evento cambia passo e il verde del campo diventa un piccolo teatro all’aperto.
Il Parco di Roma Golf Club fa il resto. Il percorso incornicia l’esposizione con naturalezza: il verde profondo, la Club House come salotto, il colpo d’occhio che unisce tee e cofano, driver e volante. “Ogni anno voglio un tema preciso”, racconta Prisca Taruffi. E si sente anche l’ambizione: crescere, aprirsi, parlare a un pubblico sempre più internazionale, forte della reputazione di Piero nel mondo.
In fondo, la domanda è semplice: cosa nasce quando metti insieme gesti lenti e rumori veloci? Forse una memoria condivisa. O forse solo quel brivido leggero che ti fa dire: e se il prossimo swing, o la prossima curva, fossi tu a tracciarli?
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