Berrettini, dopo aver rassicurato i fans attraverso Instagram, ha parlato nel corso di una conferenza stampa virtuale: svelata l’intenzione.
E pensare che quando – nel mese di gennaio, proprio poco dopo il forfait agli Australian Open, più di un malizioso lo aveva ipotizzato, si era gridato alla malafede. Al voler necessariamente gettare fango su un uomo, prima ancora di un tennista, in grande difficoltà. “Berrettini sta aspettando che scadano i sei mesi di inattività per rientrare“, avevano detto costoro. La supposizione era stata lanciata per sottolineare come, alla scadenza del periodo indicato, il romano avrebbe potuto usufruire del ranking protetto.
Il meccanismo che consente a tutti coloro che si sono assentati dal campo per infortunio, o per comprovati motivi personali – inclusa la maternità nel caso delle donne – di rientrare nel circuito con una speciale classifica provvisoria, è uno strumento in essere da qualche tempo. Per un limitato numero di tornei dal rientro in poi, gli atleti godono di un ranking non identico a quello che avevano prima del ritiro, ma certamente ‘agevolato’.
Perché dato dalla media della classifica nei tre mesi successivi all’ultimo match. La teoria lanciata da tutti quelli che, delusi dai continui rinvii del romano, avevano lanciato nell’etere la provocazione, era stata in qualche modo ‘giustificata’ dai dietrofront nella programmazione del rientro in campo dell’atleta. Che mancava dai campi dal 31 agosto del 2023. Brisbane, Adelaide, il Kooyong Classic, Melbourne, e infine Marsiglia: tutte occasioni propizie al ritorno, ma che poi hanno comunque visto l’assenza dell’ex numero 6 del mondo.
Quando, durante il torneo di Rotterdam vinto da Jannik Sinner, gli organizzatori del Masters 1000 di Indian Wells avevano comunicato ufficialmente il nome di Berrettini tra quelli presenti nella entry list del tabellone delle qualificazioni, le malelingue erano state messe a tacere. Matteo sarebbe rientrato come un ‘normale’ giocatore partente, posizone più posizone meno, dal numero 129 del mondo. Ma anche in questo caso, tutto è svanito in una bolla di delusione. L’ennesima.
“Non sarò a Indian Wells. Mi sono preso queste settimane per stare al meglio possibile e non sarà una settimana in più o in meno a cambiare le cose. Sarò a Phoenix – primo Challenger 175 della stagione, ndr – poi giocherò a Miami e la stagione sulla terra“, ha detto Berrettini in persona nel corso di una conferenza stampa via zoom.
Nel Masters 1000 in Florida Matteo, come confermato dal portale ‘Quindici Zero’, usufruirà effettivamente del ranking protetto. Ma la strategia non appare calcolata. Quanto frutto di un periodo veramente difficile, complicato, che forse ancora dura, passato dal romano.
“Sono stati mesi complicati. Mi impegnavo sempre di più ma non arrivavo a sentire la competizione ed esprimevo questa difficoltà anche fuori dal campo. Ora sento di averla superata e ho voglia di allenarmi“, ha chiarito Berrettini nell’incontro virtuale. Svelato dunque il mistero del perché di un tale ritardo nel rientro in campo.
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