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Daniele Scardina, tutti col fiato sospeso: aggiornamento sulle condizioni

Alla fine di febbraio, Daniele Scardina, in arte King Toretto, aveva lasciato tutti con il fiato sospeso a causa di un malore avvenuto dopo un allenamento: come sta il pugile ora

Il pugilato italiano e mondiale e non solo, per mesi, si è stretto attorno a Daniele Scardina, in arte, anzi sul ring King Toretto. Il boxeur di Rozzano, che ha partecipato anche a Ballando con le stelle, 32 anni da compiere ad aprile, il 28 febbraio, infatti, era stato protagonista di uno sfortunato evento che, probabilmente, gli ha cambiato la vita e la carriera professionistica.

Dopo un allenamento considerato leggero, Scardina si era ritirato negli spogliatoi e aveva avvertito un dolore all’orecchio e alla gamba prima di perdere i sensi e accasciarsi a terra. Portato alla clinica Humanitas di Rozzano, il pugile è stato operato alla testa, in particolare al cervello, qualche giorno più tardi, finendo poi in terapia intensiva sotto continuo monitoraggio dei medici e della famiglia.

Proprio dalla famiglia, e in particolare dal fratello Giovanni, con il quale si era trasferito a Miami per coltivare il suo sogno di diventare un professionista della boxe, nel corso del tempo sono arrivate notizie positive sulla sua degenza, e poi sulla riabilitazione.

Scardina è tornato a casa dopo dieci mesi di ospedale e riabilitazione

Già a partire dal 27 marzo, un mese dopo il brutto incidente, i fan di Scardina hanno potuto tirare un sospiro di sollievo, perché nonostante le condizioni fossero da subito gravi, il campione della boxe era ufficialmente fuori pericolo di vita.

Il cammino per tornare a essere quello che era, però, era ancora lungo, e dopo essere uscito dalla terapia intensiva, il classe 1992 ha avuto bisogno di ulteriori cure e riabilitazione, che è iniziata nel momento in cui, il 26 aprile, il pugile aveva lasciato la clinica in cui era ricoverato.

Il 20 dicembre, attraverso le sue pagine social, è stato Scardina stesso ad annunciare che, dopo mesi lontano da casa, poteva finalmente tornare nella sua città per riabbracciare tutti: anche il percorso riabilitativo in una struttura specializzata, infatti, si era concluso con il massimo del risultato. Nei dieci messi passati a lottare per vincere la sua battaglia più importante, il pugile non ha mai perso la fede, così come ha sentito forte il sostegno di chi lo amava e lo supportava.

Alessandro B

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