Quel che si è visto l’anno scorso al British Open, sul prestigioso percorso del Royal Liverpool, ma anche in genere in giro per il mondo potrebbe diventare presto una realtà omogenea: i verdissimi campi da golf diventeranno un po’ sbiaditi
Gli inglesi quindi non si fanno scrupoli e anzi giustamente limitano l’uso di acqua che sta diventando una risorsa sempre più preziosa. Di conseguenza, meno irrigate, le superfici erbose tendono a diventare meno verdi e più tendenti al giallino. Certo poco estetico, ma rispettoso della natura. Franco Chimenti, presidente della Federazione Golf Italia dice:
“Per il grande amore e il grande rispetto che il mondo del golf ha per la natura ritengo doveroso da parte mia evidenziare la situazione […] ed applicare gli accorgimenti più opportuni per ridurre il consumo idrico”.
Un’altra soluzione è quella di usare la gramigna, brutto nome ma grande efficenza 😉 tagliata bassa fa la sua bella figura, consuma poca acqua e non fa neppure tropo la schizzinosa infatti ama anche con acqua di scarsa qualità o di recupero. Tradotto: acqua potabile dove serve veramente.
Enrico Di Nitto trasforma una giornata difficile in una vittoria memorabile all'Alps Tour in Andalusia,…
L'83° Open d'Italia di golf si svolgerà a Torino dal 25 al 28 giugno, con…
L'articolo racconta il successo della 15° edizione di "In Buca per un Sorriso", un torneo…
L'articolo racconta l'ottava edizione della Volpe Argentata Invitational 2026, un evento che celebra auto storiche,…
Nelly Korda, numero uno al mondo nel golf, si allena per l'US Women's Open 2026…
Scottie Scheffler, già due volte vincitore al Memorial Tournament, cerca un tris storico a Muirfield…