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Sinner, c’è un grave rischio: tifosi gelati

Rischio grave per Jannik Sinner, sale la preoccupazione tra i tifosi: dopo Cincinnati l’ansia è alle stelle per gli appassionati.

Dopo l’entusiasmo, è arrivato immediatamente il momento di fare i conti con la realtà per Jannik Sinner, in vista soprattutto di un appuntamento, quello con gli US Open, ormai alle porte. Lo swing nordamericano anche quest’anno ha regalato grandi soddisfazioni (al netto della questione doping e di tutte le polemiche successive) all’azzurro, in grado di vincere, seppur soffrendo, un altro Masters 1000 a Cincinnati. Le scorie di quanto accaduto in campo si sono però viste, e dopo le smorfie mostrate soprattutto in semifinale l’ansia per i tifosi è alle stelle.

Il modo in cui Sinner ha spazzato via in finale Frances Tiafoe, piegandolo al tie break nel primo set per poi dominarlo nel secondo, ha in qualche modo tranquillizzato l’animo dei suoi supporter. Al termine del match lo stesso numero uno al mondo ha infatti scelto di non soffermarsi più sui suoi problemi fisici, e si è dichiarato pronto per affrontare New York nella miglior condizione possibile. Ma sarà vero così?

Chiederselo è lecito. Al di là di quanto accaduto nell’atto conclusivo di un torneo sfiancante per entrambi, con lo stesso Tiafoe arrivato all’appuntamento decisivo con il fiato corto e un residuo di energie bassissimo, è chiaro che i momenti di crisi avuti da Sinner nel corso dell’intera settimana, sommati a quelli visti a Montreal, lasciano molta preoccupazione negli addetti ai lavori e nei suoi fan più attenti, a causa soprattutto di un problema all’anca che non può non essere tenuto in considerazione.

Sinner, confessione clamorosa sul problema all’anca: cosa sta succedendo

D’altronde, poche ore prima di tornare in campo per chiudere la pratica Cincinnati in maniera trionfale, era stato lo stesso Sinner a far salire l’allerta tra i tifosi. Durante la semifinale contro Zverev, vinta più con la forza di volontà che non con la limpidezza del suo gioco, più volte l’azzurro si è infatti toccato sul fianco, dimostrando apertamente di essere ancora alle prese con quell’infortunio all’anca che lo aveva già tenuto fuori dal circuito per qualche settimana in primavera.

Un infortunio che al momento non sembra impedirgli di giocare, come dimostrato nel corso di questi ultimi giorni tra il Québec e l’Ohio, ma che potrebbe rappresentare un freno importante in vista di quegli US Open, ultimo Slam dell’anno, a dir poco decisivi per la corsa alla prima posizione nel ranking di fine anno, obiettivo comune per Jannik e Alcaraz.

Con una situazione in divenire, l’imperativo per l’azzurro è rischiare il meno possibile: “Non rischierò la mia salute prima di New York e degli altri grandi tornei. Non posso nascondere che a volte sento dolore all’anca, ma non ho ancora capito di cosa si tratti esattamente. Mi sembra qualcosa di diverso rispetto a prima“.

Qualcosa da aggiustare c’è, ma è convinto che non intaccherà in alcun modo la sua presenza a Flushing Meadows: “Ho sei giorni prima di New York per riprendermi e lavorare su questo. Quindi non ho preoccupazioni da questo punto di vista“. La speranza è che sei giorni possano effettivamente bastare per mettersi alle spalle l’incubo di uno stop che, in questo momento della stagione, sarebbe di una gravità estrema per le sue ambizioni.

Mauro Abbate

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