Un tragico incidente stradale si è portato via un campione di livello mondiale, che era pronto a scrivere la storia dello sport.
Lo sport ha le sue regole, i suoi riti, le sue corse forsennate e i suoi bagliori di luce alla ricerca ossessiva del miglior risultato possibile che, per pochi eletti, è scrivere la storia.
Kelvin Kiptum puntava proprio a quello, ancor più di quanto non stesse facendo. Il keniota di 24 anni era considerato il fondista più forte del mondo, con un’ambizione sconfinata, movenze iconiche e numeri pazzeschi, impareggiabili anche per i suoi rivali. Inseguiva un record bellissimo, da scriverci centinaia di righe e dedicargli un film: essere il primo uomo nella storia a scendere sotto le due ore in una maratona ufficiale. L’annuncio era arrivato pochissimo tempo fa, la settimana scorsa, in una conferenza stampa a sorpresa a Parigi, in cui Kiptum ha detto senza mezzi termini che ce l’avrebbe fatta: “Ad agosto vincerò la 42 km olimpica”.
Peccato che, per uno scherzo tragico del destino, proprio nel momento in cui era sicuro di farcela – probabilmente si era anche testato durante gli allenamenti -, un drammatico incidente stradale se l’è portato via, a soli 24 anni. E non era solo: si trovava, infatti, sulla strada da Kaptagat che porta al famoso centro di allenamento di Eldoret, in Kenya, insieme al suo coach, Gervais Hakizimana, che è deceduto insieme a lui.
I suoi tifosi, che lo seguivano con grande attenzione a ogni suo passo, sono rimasti attoniti di fronte al terribile annuncio e non hanno potuto fare a meno di esprimere tutta la loro tristezza e il cordoglio, anche via social.
In molti hanno ricordato anche tutti i record che Kiptum – per anni pastore prima di dedicarsi totalmente alle maratone – ha siglato. Pensate che il suo debutto era arrivato nel 2022 a Valencia, realizzando la terza prestazione al mondo dopo quelle di Eliud Kipchoge e Kenenisa Bekele. Già allora si era guadagnato l’etichetta dell’esordiente più veloce di sempre, prima di scrivere una nuova pagina dell’atletica a Chicago, l’anno successivo.
In una delle maratone più importanti, aveva fatto il record mondiale con uno straordinario tempo di 2h00’35”e siglando il nuovo tempo migliore sui 30 km (1h26’31”). Negli ultimi diecimila metri, aveva dato il meglio di sé con soli 27’52”, pressoché impossibile per qualsiasi umano. Scendere sotto le due ore era veramente alla portata, ma non succederà mai.
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