Il britannico Justin Rose vince l’U.S. Open Trophy 2013 con una grande battaglia finale con il secondo classificato ossia Phil Mickelson (in compagnia di Jason Day) che era in testa al penultimo giro, ma poi ha dovuto alzare bandiera bianca terminando con due colpi di distacco. Rose è il primo inglese a prendersi il trofeo americano da 43 anni a questa parte e per riuscirci si è dovuto superare con almeno tre colpi spettacolari come l’approccio per il par alla buca 18 del difficilissimo percorso del Merion che ha concesso a Justin un par nel giro finale e il successo più importante della propria carriera. Male gli italiani, McIlroy e Tiger Woods.
Prima di guadagnare 600 preziosissimi punti per la FedExCup salendo al sesto posto del ranking, Rose si è dovuto letteralmente sudare questa vittoria. Dopo il facile par alla 17 grazie a un ottimo ferro 5 dal primo taglio di rough, si è superato alla 18 con un ferro 4 da poca distanza dalla celeberrima placca celebrativa dello US Open di 63 anni fa di Ben Hogan. “Quando ho superato la collinetta e ho visto la mia palla aspettarmi al centro del fairway ho pensato che quello era il mio momento“, ha poi commentato il vincitore.
Complimenti a Rose, peccato però per Mickelson che ha giocato molto bene per tutto il weekend e ha terminato per la quinta volta al secondo posto di questo major. Ieri era per altro anche il suo compleanno oltre che la festa del papà negli USA e tutti facevano il tifo per lui: era ritornato al Merion da San Diego dopo una deviazione per festeggiare la promozione della figlia. E gli altri? Secondo posto anche per Jason Day che come al solito non sbaglia mai una gara che conta e anzi – zitto zitto – è sempre lì.
Quarta piazza condivisa per Jason Dufner, Ernie Els e Billy Horschel. Luke Donald è calato all’ottavo posto ma finalmente si è fatto rivedere nei posti che contano dopo mesi e mesi di zero assoluto. Gli altri europei sono al decimo posto con Fernandez-Castano e Colsaerts. Tiger Woods ha terminato al 34esimo posto con due giri finali non un granché. Peggio ancora per Rory McIlroy quarantacinquesimo e autore di una sceneggiata con rottura volontaria del ferro 9 dopo palla in acqua. Fuori al taglio gli italiani Matteo Manassero e Francesco Molinari.
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