Un vento salmastro attraversa le dune di Long Island: sullo sfondo l’Atlantico, davanti i fairway antichi di Shinnecock. Lì, dal 18 al 21 giugno 2026, va in scena un U.S. Open dal profumo classico e dal cuore moderno. Quattro giorni di golf che mescolano pazienza, coraggio e colpi che cambiano la storia in un respiro.
Il 126° US Open 2026 torna al Shinnecock Hills Golf Club di Southampton, New York. È la sesta volta su questo percorso iconico, già teatro nel 1896, 1986, 1995, 2004 e 2018. Un luogo che premia chi sa stare nel vento e leggere i green come mappe in rilievo. Nelle edizioni recenti il campo è stato impostato come par 70; il metraggio ufficiale 2026 non è ancora stato comunicato in modo definitivo, ma l’identità non cambia: fairway che stringono, rough severo, green scivolosi. Qui la pazienza non è una virtù, è un ferro in più in sacca.
Per il pubblico italiano c’è un motivo in più per mettersi comodi: gioca Filippo Celli, unico azzurro al via. Il romano torna in un Major dopo l’exploit all’Open Championship 2022, quando vinse la Silver Medal da miglior dilettante. Allora fu un biglietto da visita. Oggi è uno spartito nuovo: tenuta mentale, scelte lucide, un colpo alla volta. Chi vive il golf sa che non esistono scorciatoie, solo dettagli che sommano.
I riflettori si accendono su Scottie Scheffler, numero uno del mondo e favorito naturale. La sua forza? Traiettoria pulita, gestione fredda dei colpi di media distanza, putt senza fronzoli quando serve. Tra i rivali spiccano Rory McIlroy e Jon Rahm, capaci di cambiare inerzia in pochi minuti. Occhio anche a Xander Schauffele, preciso come un metronomo, e ai sempre pericolosi Tommy Fleetwood, Matt Fitzpatrick e Tyrrell Hatton. È un field profondo, forse il più intenso degli ultimi anni: se il vento sale, salgono anche le possibilità di sorprese.
Shinnecock ha memoria lunga. Nel 2004 i green “di vetro” fecero discutere; nel 2018 vinse chi restò più disciplinato nel vento. Non c’è allenamento che replichi davvero quella sensazione: colpo in palla, raffiche laterali, bandiere che sembrano scappare. È il fascino crudo dell’U.S. Open, dove il par vale oro e un bogey deciso può essere una scelta da campione.
In Italia la diretta è su Sky Sport Golf e in streaming su NOW, con copertura integrale (orari in ora italiana; palinsesto soggetto ad aggiornamenti editoriali):
Giovedì 18 giugno: diretta 13:30–01:00
Venerdì 19 giugno: diretta 13:30–01:00
Sabato 20 giugno: diretta 18:00–02:00
Domenica 21 giugno: diretta 18:00–02:00
Se segui da casa, il consiglio è semplice: scegli una buca e “restaci dentro”. A Shinnecock, ogni tee shot è una storia nuova, ma è intorno ai green che il racconto si fa serio. Tieni d’occhio la gestione dal rough e i putt in salita: diranno più della potenza al drive.
Il torneo è organizzato dalla USGA, garanzia di set-up rigoroso e criteri di qualificazione che portano in campo i migliori, senza sconti. E allora, tra un respiro e l’altro, immagina la scena: luce del tardo pomeriggio, bandiera che fruscia, un legno 3 tirato basso per tenere la traiettoria. È lì che capisci perché questo Open ci riguarda tutti, anche da un divano. Quale colpo vorresti saper giocare quando il vento cambia lato?
Il U.S. Open 2026 a Shinnecock Hills promette un golf estremo, dove la strategia e…
Il nuovo numero di Golf Magazine offre un'analisi approfondita dell'83° Open d'Italia, interviste esclusive, consigli…
La Golf Magazine Cup 2026 ha fatto tappa ad Antognolla Golf, offrendo una sfida impegnativa…
Enrico Di Nitto trasforma una giornata difficile in una vittoria memorabile all'Alps Tour in Andalusia,…
L'83° Open d'Italia di golf si svolgerà a Torino dal 25 al 28 giugno, con…
L'articolo racconta il successo della 15° edizione di "In Buca per un Sorriso", un torneo…