Hakan Calhanoglu rischia di beffare ancora una volta il Milan: l’annuncio lascia di sasso i tifosi e l’ambiente rossoneri
Tutti ricorderanno com’è finita la storia tra Hakan Calhanoglu e il Milan, con l’attuale centrocampista dell’Inter che passa ai rivali cittadini tra le proteste dei suoi vecchi tifosi che non gli hanno mai perdonato “il tradimento”. Il turco non si è mai pentito, anzi, ha più volte rincarato la dose contro il vecchio club, mostrando anche una sorta di rancore o comunque semplice orgoglio per i colori nerazzurri.
Il fantasista è passato dunque a fare la differenza da una sponda all’altra dei Navigli, restando sempre protagonista. Anzi, probabilmente, all’Inter è migliorato ancora di più. Adesso è un giocatore assoluto che Inzaghi impiega come regista con ottimi risultati. Non gli manca nulla: rigori, colpi da fuori, assist, giocate da urlo. Un vero trascinatore per la squadra che sta incantando l’Italia e l’Europa. La sua duttilità l’ha portato a fare il play senza però perdere l’efficacia in zona offensiva. Resta comunque un giocatore che può essere impiegato anche da mezzala, da trequartista (il suo ruolo naturale) o addirittura da ala o seconda punta.
Di questo nuovo Calhanoglu ne ha parlato l’ex allenatore del Milan Arrigo Sacchi durante un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport. In particolare l’ex CT si è soffermato su quanto sia decisivo oggi il turco in maglia interista e su quanto possa essere un rimpianto per il Milan.
Sacchi ha affondato il coltello nella piaga su quanto il Milan abbia sbagliato a liberarsi di lui e quanto manchi oggi un giocatore simile a Pioli. L’annuncio di Sacchi ha lasciato tutti di sasso, suonando un po’ come una sentenza beffarda per l’intero ambiente rossonero, considerando il momento vissuto dall’altra parte dei Navigli. “Se il Milan si è pentito di aver lasciato andare Calhanoglu? Con il senno di poi sì”, attacca l’allenatore. Che poi continua: “Ma sono situazioni che nel calcio si verificano sempre, quando era al Milan aveva dimostrato di essere bravo ma al massimo faceva il trequartista o la mezzala sinistra”.
Da qui un paragone con una situazione vissuta in prima persona: “Mi dissero di prendere Pirlo quando facevo il dirigente ma non li ascoltai, dopo si è visto quello che è diventato”. Tornando su Calhanoglu, invece: “Adesso è un uomo-squadra, lo definisco con un solo aggettivo, completo. Si sa muovere su ogni fronte del centrocampo”, chiude un laconico Sacchi che sicuramente farà venire più di qualche brivido ai tifosi del Milan con queste sue dichiarazioni beffarde.
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