Venerdì al Circolo Golf Torino è suono di ferri puliti, passi rapidi tra i pini, mormorii che diventano applausi secchi. Il cielo resta leggero, l’erba corta fruscia. E il torneo, dopo il secondo giro, cambia ritmo: qualcuno accelera, qualcuno tiene, qualcuno saluta. L’aria ha l’odore delle giornate che contano.
Il DS Automobiles 83° Open d’Italia torna a far parlare il pubblico generalista. Campo di par 71, rough onesto, green sinceri. Lì, il golf mostra il suo lato più chiaro: precisione, coraggio, testa fredda. È anche il giorno in cui capisci se la tua settimana ha una direzione.
Fra i segnali, uno risalta netto. L’Inghilterra ritrova la sua voce con Matt Wallace. Apre la borsa, sceglie le linee giuste e lascia sul prato un numero che cambia il tono della giornata: un 62, nove sotto il par. È il nuovo record del percorso al Circolo Golf Torino. Dieci birdie, un solo bogey. Un colpo in meno del 63 firmato ieri da Edoardo Molinari. Per Wallace è quasi un ritorno a casa: in Italia, nel 2016, vinse tre tappe sull’Alps Tour. Vigevano, Frassanelle, Miglianico. Mattoni veri nella sua scalata al professionismo.
Poi, a metà pomeriggio, il centralino del torneo lampeggia. Il DP World Tour ha un nuovo padrone di classifica. Joaquin Niemann spinge forte e tiene la traiettoria. Scolpisce un 63 (-8) pulito, con un eagle e sei birdie, e sale in vetta a -15 (127 colpi). Un valore che tiene insieme aggressività e misura. Dietro, a due colpi, resta attaccato lo spagnolo Angel Ayora a -13 (129), concreto, ordinato.
Gli azzurri non mollano. Edoardo Molinari sente il campo come pochi. Oggi è un 70 (-1) fatto di un eagle, due birdie e tre bogey. Scivola al settimo posto con -9 (133), ma resta dentro la partita che conta. Non è cinema, è mestiere. Con lui, nello stesso gradino, nomi solidi: Jorge Campillo, Angel Hidalgo, Joakim Lagergren, Frédéric Lacroix. Un passo più avanti, a -10 (132), il francese Romain Langasque osserva e prepara.
Gira bene anche Guido Migliozzi. Chiude in 69 (-2), quattro birdie e due bogey. È 12° a -8 (134). Galleggia nella corrente giusta. Più giù, ma vivi, Lorenzo Scalise a -6 (136) e Andrea Romano a -5 (137), lo stesso punteggio di Patrick Reed, presenza che alza la soglia d’attenzione sulla settimana.
C’è una piccola storia che merita volume. Filippo Ponzano, classe giovane e colori del club di casa, supera il taglio a -4 (138). È l’unico amateur del weekend. Con lui a -4 c’è Stefano Mazzoli. Chiude il blocco degli italiani Matteo Cristoni a -3 (139). Restano fuori, tra gli altri, Francesco Molinari, Danny Willett, Luke Donald e il campione in carica Adrien Saddier. Il venerdì non fa sconti.
In terza posizione a -11 (131) sfilano in coppia il francese Tom Vaillant e lo spagnolo Eugenio Chacarra, insieme proprio a Wallace. Lì, tra attesa e slancio, si prepara il sabato.
Il campo di Torino, al tramonto, diventa silenzio misurato. C’è una domanda semplice che arriva da sola: domani vincerà la forza di chi attacca o la pazienza di chi aspetta il colpo giusto? Intanto, il leaderboard brilla. E il weekend promette rumore buono.
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