Lewis Hamilton diventerà un pilota della Ferrari a partire dalla stagione 2025. Un passaggio epocale che ha spiazzato i tifosi anche per un altro motivo
Il campione olandese ha deciso di intraprendere una nuova avventura alla soglia dei 40 anni, con un entusiasmo da debuttante. Un ex pilota ha sottolineato però un aspetto non del tutto positivo della sua scelta.
Vuoi o non vuoi l’arrivo di Hamilton in Ferrari ha catalizzato l’attenzione di tutti gli appassionati di Formula 1. Non solo i tifosi della Rossa non vedono l’ora di vedere il proprio campione alle prese con la nuova esperienza ma anche i neutrali non possono perdersi un’occasione del genere. Per capire se sarà un matrimonio anche fruttuoso dal punto di vista sportivo bisognerà attendere il riscontro della pista, mai clemente in questi casi.
La scelta di Lewis è stata chiara: provare a vincere ancora un titolo con la scuderia più prestigiosa della storia dell’automobilismo. Battere Michael Schumacher con la sua stessa arma, a casa sua, in un magnifico contesto sentimentale che potrebbe dar vita ad una sceneggiatura da colossal hollywoodiano. Eppure dietro a questo accordo c’è molto meno cuore ed emozione e molta più testa di quanto si possa pensare, almeno secondo quella che è l’opinione di Martin Brundle, ex pilota di Formula 1 e attuale commentatore per la televisione britannica.
Secondo quanto dichiarato da Brundle nel corso dell’ultima puntata dello Sky Sports F1 Podcast, ci sono motivazioni strategiche precise nella firma di Hamilton con la Ferrari.
“La storia della scelta di cuore non mi convince del tutto. Hamilton vuole essere competitivo ai massimi livelli e crede che con la Ferrari potrà esserlo”. L’ex pilota della McLaren poi aggiunge: “Lewis ha ottenuto un accordo vantaggioso e sarà protagonista di uno degli eventi più rilevanti nel mondo dello sport nel 2025”.
Insomma anche dal punto di vista economico, secondo il commentatore britannico, si nasconde un aspetto della vicenda che non può essere tralasciato. Elkann ha garantito al sette volte iridato un contratto pluriennale (si parla di un triennio complessivo) e questo in Mercedes non gli era stato offerto. Vedremo chi avrà avuto ragione. Di certo almeno dal punto di vista del marketing e del clamore mediatico la mossa è da considerarsi già vincente.
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