Triumpho dell’Inclusione: Risultati e Vincitori dell’Open d’Italia ProAbili al Conero Golf Club

Un green che unisce, un applauso che non fa differenze. Al Conero Golf Club il 26° Open d’Italia ProAbili ha mostrato come il golf possa diventare spazio di relazione, coraggio e gioco pulito. Un torneo vero, intenso, dove la precisione conta quanto l’ascolto dell’altro.

C’è un momento, sul campo del Conero Golf Club, in cui tutto tace. Si sente solo il respiro dell’atleta. Poi il colpo parte, pulito, e la pallina disegna una traiettoria che è più di un gesto tecnico. È il segno di una comunità che cresce. Il 26° Open d’Italia ProAbili, sostenuto dalla Regione Marche e inserito nel circuito EDGA (European Disabled Golf Association), è tornato per il terzo anno consecutivo nelle Marche con due round da 18 buche, formula stroke play e medal scratch, all’interno delle rispettive Sport Class. Regole chiare, stessi metri, stesso vento per tutti. E un risultato che parla di inclusione concreta.

L’aria era di quelle giuste: staff attento, volontari ovunque, sguardi che si incrociano tra atleti e pubblico. Nessun paternalismo. Solo sport. Chi c’era lo ha sentito nella pelle. E forse è questa la chiave che spiega perché questo appuntamento sia diventato un riferimento del golf paralimpico in Europa.

I risultati: classe per classe

Sul percorso marchigiano la competizione è stata vera. Nella Visual 1 maschile, riservata agli atleti non vedenti, ha vinto Stefano Palmieri, davanti ad Alessandro Fava. Nella Intellectual 2 si è imposto Massimiliano Achilli. Nella Sitting 1 maschile il titolo è andato a Haki Doku.

Tra le donne, applausi a Giulia Marabotti nella Standing 1 e a Luisa Ceola nella Standing 2. Nelle categorie maschili Standing hanno firmato il successo Paolo Vernassa (Standing 1), Riccardo Bianciardi (Standing 2) e Matteo Faccioni (Standing 3). Proprio Faccioni ha ingaggiato un duello appassionante con il campione uscente, Tommaso Perrino, poi costretto al ritiro nel round conclusivo per motivi di salute. Il Premio speciale Natural Village ha incoraggiato il giovane marchigiano Luca Battilocchio, al debutto nella manifestazione: un segnale netto verso chi sta iniziando ora il proprio percorso.

Questi nomi dicono molto. Parlano di talento, disciplina, gestione della pressione. E raccontano che si può competere ad alto livello senza rinunciare a una dimensione umana fatta di sostegno reciproco e rispetto.

Premiazione e impatto sociale

La cerimonia finale non è stata un rito formale. Ha celebrato risultati sportivi e un messaggio civico potente. Alla consegna dei premi hanno partecipato i rappresentanti delle istituzioni sportive e territoriali: la Federazione Italiana Golf con il presidente Cristiano Cerchiai, la Regione Marche con il presidente Francesco Acquaroli, i vertici del Coni Marche, del CIP Marche e del Conero Golf Club. La presenza congiunta di enti e sport segnala una rotta chiara: il golf come strumento di partecipazione, crescita personale e cittadinanza attiva.

È una responsabilità, oltre che un successo. Perché quando una gara del circuito EDGA trova casa in Italia per il terzo anno di fila, significa che il sistema funziona: club attrezzati, tecnici formati, atleti supportati. Se qualcosa manca, è solo continuare a investire in accessibilità e in competenze diffuse, così che ogni ragazza e ogni ragazzo con disabilità possano varcare con naturalezza la porta di un circolo.

Alla fine, resta un’immagine semplice: il fairway che si apre, una linea sottile verso la buca. È una strada che vale per tutti, in campo e fuori. La prossima volta che passerai vicino a un campo, entrerai a vedere un colpo? Potresti scoprire che il suono più bello dello sport, certe volte, è il silenzio che lo precede. E che quel silenzio, oggi, parla chiaro: vince il golf inclusivo.

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